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In Economia

Netflix, piattaforma made in Usa di video streaming, ha quasi superato i 100 milioni di iscritti (il 49% non americani) portando il fatturato e gli utili in crescita.

I dati relativi al primo trimestre del 2017 parlano di un fatturato in crescita (+35% anno su anno) e di utili sopra le attese (+178 milioni di dollari).
I numeri, in questo caso, non devono ingannare: nel 2017 il colosso americano, che ha festeggiato i 10 anni di vita, ha sottoscritto meno abbonamenti rispetto alle previsioni. Certo il confronto con il 2016, in cui nel solo quarto trimestre si era raggiunta la cifra di 7 milioni di utenti registrati, appariva fin dall’inizio impietoso.
La conseguenza è stata una diminuzione delle proiezioni sugli utili (come detto più che confortanti)  considerando anche l’aumento dei costi fissi derivati dalle spese per le produzioni originali.­
Per invertire il trend il management ha già messo in campo una strategia di crisis management. Investire circa un miliardo di dollari in advertising, per promuovere le serie tv ed i programmi di punta (mantenendo l’attuale politica di prezzi decisamente aggressiva), appare certamente quella più dispendiosa in termini economici e non.
L’aggiunta di altre lingue (rumeno ed ebraico), nelle quali sono disponibili i contenuti, rende certamente più chiara la politica strategia che la piattaforma sta implementando per cercare di superare ogni più rosea previsione ed aspettativa.

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